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DOMENICA ALTERNATIVA…IT WAS A GOOD DAY TO BE ALIVE!!

Cosa si fa di solito la domenica mattina? Le persone “normali” stanno a letto fino le 10, per poi cazzeggiare e aspettare il lunedì. Gli sportivi di solito si alzano presto per gareggiare. Oggi non dovevo gareggiare ma mi sono alzato presto lo stesso…5.45: sveglia!! Caffè, biscotti, pane e marmellata e poi prendo la mia bici (che non è proprio la migliore che ci sia in giro) e parto all’alba verso il Parco Nazionale delle Montagne Rocciose. Obiettivo è il Longs Peak, la cima più alta delle Montagne Rocciose, con i suoi 4346 m. Il mio piano non fa una piega: 60 km e 2000 m D+ in MTB, salire il Longs Peak (circa 22 km e 1400 D+), tornare a casa prima che faccia buio (altri 60 km, ma stavolta 2000 m D-!). Piano riuscito … al 90%.
Le previsioni meteo davano bello, con temperature non troppo basse (5-10° a 4000 m), ma vento forte (80 km/h). Non sapevo che condizioni a
vrei trovato (neve, ghiaccio?) ma non mi interessava più di tanto. Volevo andare solo fin dove riuscivo.Dopo 4h di bici arrivo al Longs Peak Trailhead, mi riposo una mezz’ora, mangio, e riparto. Purtroppo la sorpresa è stata una bufera di neve proprio sulla cima alla quale puntavo. Va beh, parto lo stesso per salire fin dove le condizioni di sicurezza me lo permettono. Da subito corro sulla neve, ma non è troppo ghiacciata, quindi proseguo. Dopo circa 45′ esco dalla vegetazione (quota 3300 m) e vedo le nuvole che avvolgono la cima. Capisco che oggi non è giornata, ma salgo ancora un po, fino al Chasm Lake e poi al Granite Pass, quota 3700.
Qui il vento è davvero forte e decido di far marcia indietro, mi aspettano ancora 60 km di bici, quindi meglio non sprecre energie. Dopo due ore torno al punto di partenza, mangio, dormo un’oretta e riparto. Stavolta per arrivare a Boulder scelgo una strada più lunga, ma più scorrevole, con meno dislivello rispetto a quella del mattino. In 2h30′ sono di nuovo a casa. Stanco, ustionato in viso, ma soddisfatto. Peccato per aver mancato la cima, ma questa giornata è servita da ricognizione…In fondo va bene anche così!! L’importante è essere sempre in mezzo alle montagne!!
Ecco il dettaglio della giornata su Strava:
– Bici (Boulder-Longs Peak Trailhead)
– Corsa (Longs Peak)
– Bici (Longs Peak Trailhead – Boulder)
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GENNAIO, FEBBRAIO, MARZO…TRAINING!

Finito il primo trimestre 2015, è ora di fare un po’ di conti. Non sapevo quanto sarei riuscito ad allenarmi qui in Colorado, e sono rimasto piacevolmente sorpreso quando ho capito che potevo allenarmi tutti i giorni. Molti allenamenti li ho fatti da solo, ma molti altri li ho fatti con i nuovi amici del laboratorio di fisiologia e biomeccanica e con il gruppo dei Rocky Mountain Runners.
Gennaio è stato il mese di ambientamento, e di acclimatamento ai 1600 m di quota di Boulder. Nelle prime tre settimane non ho praticamente mai fatto allenamenti di qualità. Successivamente, una o due sedute a settimana le ho dedicate ad allenamenti per la potenza aerobica o per la soglia.
Gennaio l’ho chiuso con 35 sedute di corsa, 1 in bici e 1 di sci:
ore: 36. 30′
km: 378
dislivello: 10700 m
A febbraio ho cercato di aumentare un po’ il carico. Inoltre ho iniziato a testarmi sulla salita del Mt. Sanitas, 2 km di salita con 400 m D+. Su questa salita sono migliorato di circa 1’30” in due mesi.
Febbraio l’ho chiuso con 43 sedute di corsa e 1 di sci (discesa)…e con il mio primo 4000:
ore: 44.50′
km: 392
dislivello: 14400 m
Marzo è stato il mese di preparazine specifica per la gara di Moab (50 km, 1000 D+). Ho inserito nell’ultimo mese due allenamenti lunghi di 40 km e 1000 m D+. Il primo lo ho concluso in condizioni disastrose, mentre il secondo lo ho finito in progressione, con sensazioni sempre migliori. L’ultima settimana è stata di scarico e preparazione alla gara.
Marzo l’ho chiuso con 34 sedute di corsa, 3 di bici… e un paio di arrampicata:
ore: 47.20′
km: 544
dislivello: 11300 m
Ora, dopo una settimana di riposo attivo (un paio di uscite in bici, un paio di corsette e una mezza influenza), ricomincia la preparazione per la gara più importante che farò qui in US, la Dirty 30, fine maggio.Foto di copertina dalla pagina FB Rocky Mountain Runners
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BEHIND THE ROCKS: DISPERSO NEL DESERTO

Finalmente, dopo 3 mesi di permanenza in Colorado è arrivato il momento della prima vera gara della stagione (avevo già fatto un cross di 4 miglia a fine gennaio): Behind the Rocks, un trail di 50 km (1200 m D+) nel deserto dello Utah. Per chi è appassionato di film western è facile immaginare l’ambiente che si può trovare: rocce, sassi, sabbia, sole, caldo e…nient’altro.Primo viaggio fuori dal Colorado, a circa 6 h di macchina da Boulder, passando per Denver e poi giù verso Vail, Beaver Creek e attraverso il Colorado River Canyon fino a Moab, una cittadina nel mezzo del deserto, supertrafficata e meta turistica. Nei dintorni numerosi parchi nazionali, uno su tutti, l’Arches National Park.
Sabato 28, ore 8:00, si parte! Circa 70 atleti prendono il via sulla 50 K (altri erano sulla 50 miglia o sulla 30 K). So che saranno circa 4h30′ di gara (4h33′ il tempo fatto nel 2014 da Ian Torrence) quindi spero in una partenza tranquilla. Così non è, infatti si parte subito forte, con due atleti che si mettono in testa a tirare e io dietro a 50-100 m di distanza. Dopo 5 km li riaggancio e proseguiamo in due. Il ritmo è sempre alto, calcolando che si corre sulla sabbia e il percorso non è piatto. Ai 10 km passiamo in circa 42′, ai 21 km in 1h32 e ai 25 km in 1h55′. Proprio in questo punto mi fermo per alimentarmi mentre il mio compagno di viaggio riparte subito. Non mi preoccupo, so che da ora (circa le 10) il caldo inizierà a farsi sentire. Infatti la temperatura schizza oltre i 30° e nel giro di pochi km riagguanto e supero il mio avversario. Vorrei fare ancora qualche km in compagnia, ma lui di colpo cede. Saprò solo dopo l’arrivo che ha avuto una brutta crisi (disidratazione) e si è dovuto fermare. Dal momento in cui son rimasto da solo (mancavano ancora 20 km, prevalentemente in salita) ho cercato di gestirmi al meglio: ogni 4-5′ bevevo, acqua e acqua con un gel sciolto dentro. Al 39° mi aspetto il penultimo ristoro, che però non c’è (è spostato di un paio di km). Qui inizia un momento di crisi; ormai non c’è scampo al sole e nei punti in cui non c’è vento è davvero caldo. Cerco di mantenere un ritmo costante, lento ma costante (a questo punto è dura andare sotto i 5’30”/km), so che manca ancora circa un’ora di gara e continuo a bere. Dai -5 km si vede l’arrivo, è ancora lontanissimo! Nel deserto sembra tutto più vicino, poi invece non si arriva mai!!! Ormai mi rendo conto che non mi prenderanno più, me la prendo con più calma, corro e ogni tanto cammino. Fino alla fine!! Guardo l’orologio: 4h26′!! Record del percorso nonostante il calo finale!! Non posso essere più soddisfatto!! Nessun problema fisico, niente vesciche (amo le mie Bushido!!), solo una leggera crisi nel finale, che nel giro di un’oretta passa!!! E poi, qualche birra fresca con gli amici Rocky Mountain Runners e tutto torna normale!!
Il week end non finisce qui, il giorno successivo bisogna rientrare a Boulder, ma approfittiamo per visitare un po di…rocce… breve trekking per sciogliere le gambe fino al Corona Arch e poi reintegro a base di pane, Nutella, frutta secca e (ovviamente) birra.E ora aspettiamo la prossima: Dirty 30, sarà una gara supercompetitiva (l’anno scorso ha vinto Anton Krupicka), ma mi farò trovare pronto!!
PS: Bella gara, ma niente a che vedere con le gare in Europa!! Il percorso (andata e ritorno sullo stesso tracciato), l’iscrizione (100 $ o più), le premiazioni (NP), la zona di partenza e arrivo (bello in mezzo al deserto, ma gli arrivi nei nostri paesi sono 1000 volte più emozionanti!)… per fortuna la compagnia era la migliore (Rocky Mountain Runners)!!!
QUI LE CLASSIFICHE DELLA GARA
Dati tecnici:
Lunghezza: 51.4 km
Dislivello: 1000 m
Idratazione: circa 5 litri di acqua (1 l/ora) (le birre post-gara non fanno parte di questo conteggio 😉 )
Alimentazione: 3 gel sciolti nella borraccia + patatine salate ai ristori
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PRIME GARE IN USA

In questi giorni sto definendo quello che dovrebbe essere il mio programma agonistico per il 2015. Visto che fino a fine giugno sarò in Colorado perderò alcune gare italiane alle quali avrei avuto piacere partecipare, tuttavia qui non mancano le occasioni di gareggiare. La differenza rispetto alle gare europee è innanzitutto la facilità dei percorsi americani, sia per quanto riguarda le salite che le discese.
Le salite sono quasi sempre corribili, con pendenze che raramente superano il 20-25%; e mancano i tratti tecnici. Infatti le gare sono molto veloci (anche per il minor dislivello coperto), pensate che una 50 km viene vinta anche in meno di 3h30′. La differenza rispetto alle gare italiane è di circa 1h-1h30′!!!

Tenete presente comunque che solitamente si corrono tutte in quota, tra i 2,000 e i 3,000 m, anche se le “montagne” da queste parti sembrano colline.
Tuttavia voglio approfittare di questo periodo (lavorativo eh) americano per provare a cimentarmi contro i fortissimi atleti che gravitano in zona (solo alcuni nomi: Sage Canaday, Anton Krupicka, Scott Jurek, Ryan Smith…).
Ho quindi definito un paio di ultratrail ai quali parteciperò. Saranno solo un paio perché…le iscrizioni sono molto più dispendiose rispetto all’europa. In media una gara di 50 km costa intorno ai 100 $…
Ecco il calendario, ancora provvisorio:
28 marzo: Behind the Rocks 50 K, Moab, Utah
23 maggio: Bolder Boulder, 10 K, Boulder, Colorado
30 maggio: Dirty 30 Trail Run 50 K, Golden Gate Canyon, Colorado
In via di definizione sono le gare che farò in Italia. Sicuramente Maratona del Cielo, Dolomites Skyrace, Trail degli Eroi saranno gli obiettivi principali.
Voglio come sempre ringraziare La Sportiva che oltre a fornirmi i mezzi per correre mi supporta (e sopporta) per raggiungere gli obiettivi!
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IL MIO PRIMO 4000

La prima volta non si scorda mai… indipendentemente da quello che succede! E io, in questi ultimi tre giorni di prime volte ne ho avuto più di una:1. prima volta che mettevo gli sci da discesa ai piedi (ebbene si, fin’ora solo fondo e scialpinismo, e quelle poche volte che ho comprato uno skipass scendevo con gli sci da skialp)
2. prima volta che guidavo una macchina 4000 cc che farà si e no i 5 con un litro
3. prima volta che
per un pieno spendo 25 euro (e non è gpl o metano, ma benzina!!)4. prima volta che vedo una gara di Coppa del Mondo o Campionato del Mondo di sci alpino (ok, ho portato sfiga agli italiani, ma chissenefrega, se sanno sciare solo sul ghiaccio io non ci posso fare niente!)… in ogni caso le discese degli americani sono state da pelle
d’oca (o di gallina) e sentire le tribune che “vibrano” è una sensazione alquanto strana!..e non è calcio!5. prima volta che incontro due grandissimi dello sci italiano, Kristian Ghedina (per chi non se lo ricordasse è lui che ha fatto la spaccata sull’ultimo salto di Kitzbuhel) e Paolo De Chiesa;
MA SOPRATTUTTO…
6. prima volta che passo quota 4000 m!!!!
Sia chiaro, non era il Monte Bianco o il Cervino, ma una collinetta sopra Denver.

Era uno degli obiettivi che avevo prima di venire in Colorado: andare a correre a 4000 m, ma non avrei mai pensato di andarci a inizio febbraio, in pantaloncini e maglietta e senza dover avere gli sci ai piedi!! Mt. Bierstadt (4.287 m), Montagne Rocciose, Colorado. Devo ammettere che sopra i 3.500 m un po’ di fatica la ho fatta!
Per chi vuole vedere il viaggetto che ho fatto i link su strava sono questi: salita e discesa.
Inoltre, visto che ieri ho conosciuto De Chiesa e, probabilmente complice l’alta quota, mi son forse montato la testa, ho fatto anche un breve video…non ascoltate quello che dico, ma godetevi il panorama!!
Visto che il video sotto non parte e in attesa che il mio webmaster faccia qualche magia, ecco il link diretto su youtube
PS: per tutti i miei amici e non che si lamentano del costo di uno skipass in Dolomiti… a Beaver Creek (ma praticamente in tutto il Colorado), il giornaliero costa 150 dollari…fate voi la conversione!
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ALTITUDE AND TRAINING EFFECTS

Effetti della quota (e dell’allenamento!): dopo 20 giorni, sullo stesso segmento (Mt. Sanitas; 2 km; 400 m D+; 20%) 1′ in meno su 20′ di salita a parità di FC (ritmo submassimale!)Altitude (and training) effects: in 20 days I’m 1′ faster in 20′ uphill running (Mt. Sanitas; 2 km; 400 m D+; 20%) at the same HR (no full gas!)
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WINTER CLASSIC FOUR MILES: BOULDER, COLORADO

F
inalmente sono tornato in gara!!! Era dal 28 settembre (Trail degli Eroi) che non mi attaccavo un pettorale sulla maglietta e devo dire che avevo proprio voglia di risentire quella sensazione che solo la gara può darti.Sia chiaro, non una gara particolare la Winter Classic Four Miles, solo un cross di 4 miglia (6,7 km) completamento piatto e molto veloce; non certo il mio format preferito!! Ma la compagnia di tre amici (Wouter, Paolo e Owen) e l’occasione di correre in compagnia non me la sono fatta sfuggire!! E devo dire che sono anche soddisfatto, non tanto per il risultato (20° in 24’10 – 3’35”/km) ma per le sensazioni.
Nonostante i km e metri di dislivello fatti nelle ultime settimane e il poco riposo ero abbastanza brillante. Incredibile il livello dei partecipanti, nonostante fosse una “garetta” (sabato prossimo ci saranno i Campionati USA di CX proprio a Boulder, con tutti i migliori americani in gara).
Ecco la classifica, i primi hanno girato a 3’02”/km !!!
In ogni caso l’obiettivo è quello di fare una gara sui 50 km ad aprile-maggio. Per ora mi accontento di scalare Green Mountain, Flatirons, Mt. Sanitas.Devo ammettere che prima di arrivare in Colorado non avevo nessuna pretesa sull’allenamento, anzi, pensavo che mi sarei accontentato di 3-4 uscite settimanali…invece come potete vedere… a gennaio ho fatto solo due giorni di riposo (di cui uno per il viaggio!).
GENNAIO: 33 allenamenti – 36h – 380 km (80% trail) – 9100 D+
Beh, non posso essere più soddisfatto di così, anche perché ora l’effetto quota non lo sento più e i ritmi sono notevolmente aumentati rispetto ai primi 15 giorni. Inoltre, visto che la compagnia non manca, ho anche iniziato a fare qualche lavoro di qualità, che da solo difficilmente farei.
Per chi vuole continuare a seguirmi trova gli allenamenti su STRAVA , le foto su INSTAGRAM
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BOULDER FASE 1: LET’S EXPLORE!!

Arrivo a Boulder mercoledì 7 sera, dopo 28h di viaggio (tragitto casa-casa) in condizioni che vi lascio immaginare. Vado a dormire all’1 am ora locale (le 9 in Italia) e di conseguenza solo 3 h più tardi sono sveglio! Impossibile dormire ancora, e allora decido di capire dove sono. La corsa è il mezzo ideale per visitare posti nuovi, in poco tempo ti permette di muoverti di parecchi km, cosa che puoi fare in alternativa solo in bici.
Mi bastano un paio di uscite per capire che il posto non è male (non ha caso Toni Krupicka e Sage Canaday sono proprio di Boulder) e per capire che qui TUTTI, ma proprio tutti, corrono!! Mai vista cosi tanta gente in giro di corsa… per chi conosce Strava basta vedere le classifiche di qualche “segmento”… ci sono migliaia di persone!!!Purtroppo dopo quattro giorni non mi sono ancora ripreso dal jet-lag, ma questo non mi ferma nelle mie esplorazioni. Ieri, grazie a Keely, una ragazza del Team La Sportiva, ho corso su nuovi sentieri (link), e molti altri saranno quelli che percorrerò nei prossimi mesi!!
Per chi vuole esplorare insieme a me questi posti c’è il link su Strava.
Stay tuned…
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BOULDER’S CALLING!

Non è una notizia dell’ultim’ora, ma diciamo che ora la ufficializzo:

da gennaio a giugno mi trasferirò a Boulder, in Colorado, per un progetto di ricerca sulla corsa in salita presso la Colorado University (faccio il ricercatore, non l’atleta!).
Dopo alcuni mesi passati ad organizzare il tutto (visto, viaggio, colloqui…) ora non resta che preparare le valigie!!
Dal punto di vista sportivo non so quanto riuscirò a fare, sicuramente farò di tutto per allenarmi, o meglio, correre il più possibile su e giù dalle Rocky Mountains, magari sfidando l’atleta di casa Tony Krupicka (nella foto sulla cima del First Flatiron, sopra Boulder).Inoltre cercherò di sfruttare la presenza del team La Sportiva americano, che ha sede proprio a Boulder; chissà se riuscirò ad aggregarmi per qualche garetta!!
In ogni caso sarà un’esperienza straordinaria, 6 mesi a 1700 m di quota, con le montagne rocciose a due passi… beh, ci vediamo a luglio, come prima gara casca giusta giusta la Stava Skyrace!!
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AGOSTO-SETTEMBRE-OTTOBRE…ORE, KM E… FERIE!

Ecco qui, per chi vuole vedere come ho concluso la stagione, il diario degli ultimi mesi di allenamento. Agosto è stato un mese di carico nella prima parte, che è culminato nella CCC, purtroppo finita male. Come vedrete dalle tabelle (e da quelle dei mesi passati), sono passato da Timex a Garmin, quindi anche il diario è cambiato. Per agosto ho utilizzato quello di Strava, da settembre invece quello fornito da Garmin. Devo ammettere che il punto forte di Timex era il tipo di diario (Training Peaks) che permetteva numerose analisi che ora posso fare solo importando manualmente i file.
Agosto l’ho chiuso con 26 allenamenti (61 ore) e 120 km in bici, 392 km di corsa e 28700 m D+
Dopo la deludente CCC, che era il mio obiettivo principale di questo 2014, ho tirato un po’ i remi in barca, almeno per quanto riguarda i dislivelli e le ore di allenamento. In ogni caso a settembre mi sono preso due belle soddisfazioni con la vittoria alla Primiero Ex3me e con la tripletta al Trail degli Eroi. Tuttavia se devo trovare una giornata nella quale ero davvero in forma è stato il giorno del “Giro delle Vette”, sfida che faccio ogni anno contro me stesso 😉 NEW PB!!
Settembre l’ho chiuso con 26 allenamenti (33 ore) e 138 km in bici, 308 km di corsa e 10100 m D+
Ottobre è stato per me un mese di relax, dopo 5 giorni di riposo assoluto ho fatto un bel week end sulle montagne del Friuli, a scorazzare su e giù per le ferrate del Canin e del Montasio. Le settimane seguenti sono state caratterizzate solo da corse tranquille, fatte in compagnia di amici, senza stress e senza guardare il cronometro. Ma dal primo novembre si ricomincia!!
Ottobre l’ho chiuso con 18 allenamenti (23 ore) e 199 km di corsa e 5200 m D+
E ora guardo al 2015 che sarà un anno nel quale non pianificherò grandi cose. Da gennaio a luglio sarò negli States, a Boulder, quindi cercherò di viaggiare il più possibile sulle montagne del Colorado, ma senza mettere in programma di gareggiare. Poi rientrerò giusto in tempo per sfruttare gli effetti dei sei mesi a 1700 m di quota!!







