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  • TRAIL DEGI EROI: TERZA VITTORIA PER CHIUDERE LA STAGIONE

    TRAIL DEGI EROI: TERZA VITTORIA PER CHIUDERE LA STAGIONE

    E’ forse la gara che amo di più per diversi motivi. Per l’ambiente nel quale ti porta (da lassù, tra le altre, vedo anche le “mie” Pale di San Martino), per il clima che c’è alla partenza e durante tutta la gara, per l’emozione che si prova nel passare tra i Caduti della Grande Guerra…non è una gara come le altre, è qualcosa di più, è un viaggio nella storia.

    IMG_0928Venivo da due vittorie e un terzo posto in questa manifestazione, e forse è anche per questo che mi piace così tanto (quando si vince, si sa, le gare sono sempre belle) e quest’anno ero molto più in forma degli anni scorsi. Sapevo di poter far bene e avevo una sfida con me stesso, cercare di abbassare il mio record di 4h16′. Le gambe c’erano, la testa un po’ meno.

    Ore 6.00: lo sparo da il via ai 300 atleti sulla distanza “storica” quella da 46 km. Le luci si accendono e la Valle Santa Felicita si innonda della luce artificiale delle nostre lampade. Lungo la prima ascesa ci stacchiamo subito in tre: io, Stefano Fantuz e Fabrizio Bevilacqua. In Cima Grappa Stefano passa con qualche secondo di vantaggio, io controllo il cronometro e noto subito l’ottimo passaggio in circa 1h45′ come previsto circa 5′ sotto il mio tempo dello scorso anno. Fabrizio invece si stacca negli ultimi km e non riuscirà a rientrare.

    IMG_0935Dalla cima è una gara per due, io e Stefano andiamo insieme per diversi km ad una velocità abbastanza tranquilla se paragonata a quella degli scorsi anni, dove stavo sempre inseguendo “la lepre” Zanatta. Io mi adagio sul ritmo, anche Stefano sembra non voler aumentare quindi non resta che preparare l’attacco. Già al Finestron (km 27) decido di tenermi per lo strappo di Campo Solagna e proprio qui mi gioco una carta. Stefano non riesce a tenere il ritmo e mi ritrovo in testa, ormai mancano solo le trincee di Col Campeggia e poi l’ultima discesa. Cerco di gestirmi e alla fine finisco in 4h22′. Non è record, ma dopotutto il ritmo per gran parte della gara non è stato esasperato. Va bene così. Qualche minuto dopo arriva Stefano, che ha ceduto nel finale e al terzo posto arriva Nazzareno Salvati, contentissimo (a ragione) per il suo podio!

    Con il Trail degli Eroi si chiude la stagione, ricca di soddisfazioni, ma anche di delusioni. In primis la CCC, obiettivo dichiarato da tempo e fallito clamorosamente (devo ancora metabolizzare la delusione!). Anche il Cortina Trail è stata una sconfitta che ha bruciato perché era una gara alla quale tenevo in modo particolare. Le note positive s20140929_154823ono arrivate dal Trail dei Tre Castelli, gara alla prima edizione che però avrà un bel futuro, e dalla Stava Skyrace, che pur non avendola preparata è stata una bella sorpresa.

    Ora si pensa a riposare, non senza qualche bel giro in montagna e a recuperare al meglio per i prossimi obiettivi…in attesa di volare dall’altra parte dell’Oceano!!

    La CLASSIFICA completa sul sito wedosport

  • PRIMIERO EX3ME

    PRIMIERO EX3ME

    Non c’è niente di meglio che riassaporare il podio dopo una grossa delusione!

    Primiero Ex3me, edizione zero, al cospetto delle Pale di San Martino.

    10626663_628352257279122_7568919320030170610_nLa gara mescola le discipline MTB, downhill e skyrunning (o trailrunning, se vi piace di più!-Qui il percorso-). Per la mia squadra in prima frazione Massimo Debertolis, che doveva lanciare Hermann Crepaz ed infine io che dovevo chiudere con la frazione di corsa.

    Sono una quindicina le squadre al via, più alcuni coraggiosi pronti ad affrontare tutte e tre le prove in modo individuale.

    In prima frazione (da San Martino di Castrozza a punta Tognola, 8 km con 700 m D+) il Campione del Mondo Massimo Debertolis fa subito il vuoto, scollinando con circa due minuti e mezzo di vantaggio su Alessandro Taufer e quattro minuti e mezzo su Thomas Trettel. Ma sul tratto di discesa si rimescolano le carte, con Hermann Crepaz, partito al comando, che viene raggiunto e superato da Edoardo Alimenti. Quest’ultimo però, penalizzato da un incidente meccanico, resta appiedato e Hermann lo traina per il tratto in pianura che porta al cambio in centro a San Martino. Questo fa si che da dietro rimonti anche Lorenzo Morandini.

    10417816_1470439886564991_9200539734387203815_nIn ultima frazione (8 km con 500 m D+) è dunque ancora tutto da decidersi con Alberto Bertelle che parte una decina di secondi davanti a me. Entrambi abbiamo poco meno di due minuti di vantaggio su Christian Varesco. Sapevo che Christian ci poteva guadagnare un paio di minuti sul tratto in salita fino alla Malga Pala, ma poi sarebbe stato tutto da giocarsi nell’ultima discesa, a tratti tecnica e scivolosa. Come da previsione, poco sotto la malga Christian è rientrato su di me e su Alberto, che però non è riuscito a tenere il ritmo e si è subito staccato. Dovevamo quindi giocarci tutto in discesa ed è stato all’inizio del tratto tecnico che ho deciso di provare ad allungare. Fortunatamente sono riuscito a guadagnare una decina di secondi che mi sono bastati per tagliare in testa il traguardo. Sfinito ma felice!

    Diciotto secondi dopo è arrivato Christina e due minuti e mezzo più tardi anche Alberto Bertelle.

    Giusto per fare un’analisi tecnica, e per farvi capire che Christian non mi ha lasciato vita facile, basta guardare l’ultimo km e mezzo di discesa, cioè da dove iniziava il tratto più tecnico. Il passo medio è stato di 3’03”/km (ripeto, tratto in discesa ma tecnico!!!) con l’ultimo km a 2’55”!!

    E’ stata dura, ma era tanto che non mi divertivo così in discesa!! Peccato che fosse così corta  😉

    Per la cronaca, la gara individuale è stata vinta da Simone Orler, in 1h48′, quinto assoluto!! Tra le donne vittoria per Tatiana Capellaro, Alessia Scalet e Deborah Pomarè in 2h05′.

    Prossima edizione a luglio 2015!! Consiglio a tutti di prepararsi la squadra, perché il divertimento è assicurato!!

    Qui il link al sito Garmin con la traccia della gara. E a chi non basta, su Trainingpeaks è possibile fare un’analisi migliore!

    Qui il resoconto dal sito Skialper.it

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  • RESOCONTO CCC 2014

    RESOCONTO CCC 2014

    Sbollita (solo in parte) la delusione, è ora di scrivere due righe per spiegare come è andata la MIA Courmayeur-Champex-Chamonix.

    CatturaPartiamo da lontano. Da un anno e mezzo fa (inizio 2013). Un infortunio mi tiene fermo già da diversi mesi, e solo a metà giugno riesco a fare la prima corsetta. Poi, nel giro di poche settimane, i problemi scompaiono grazie alla mia fisioterapista Caterina che mi rimette in sesto. Do per scontato che ormai la stagione devo saltarla (dopo 8 mesi di stop è improbabile riuscire a fare gare lunghe) ma dato che la voglia di correre è tanta non abbandono l’idea di partire per la CCC (tutti sanno quanto sia difficile iscriversi e non voglio buttare via l’occasione). So che probabilmente non la finirò e sarà così (ritiro al km 70, a Trient). Non torno deluso ma carico, perché con soli due mesi di allenamento sono riuscito a fare una bella gara (ero dodicesimo) e so che se la preparo potrò combattere per la top ten. Il 2013 si conclude bene, con il ritorno alla vittoria al Trail degli Eroi, una delle gare che amo di più. CatturaA gennaio mi iscrivo alla CCC 2014, questa volta consapevole di cosa mi aspetta avendo già fatto 3/4 di gara. Tutta la stagione è incentrata su questa gara. Allenamenti, gare, lavoro…cerco di far coincidere tutto nel migliore dei modi per potermi allenare al meglio.

    Fino a giugno corro molto in pianura/collina per fare velocità, poi inizio a fare dislivello, molto dislivello. Giugno 17000 m D+, luglio 27000 m D+, agosto circa 25000 m D+. Le gambe girano bene, in salita, in discesa, e anche in pianura. A fine luglio approfitto di un invito in Grecia per fare la mia prima 80 km, la Zagori Race; finisco terzo, con una crisi negli ultimi km, ma contento per essermi gestito in modo perfetto con il ritmo, l’alimentazione, la TESTA! A metà agosto decido di partire con il mio furgone e iniziare a testare i sentieri di gara. Qualche giorno a Cervinia per vedere la Grand Becca, poi Courmayeur per la ricognizione dei primi 30 km e poi Chamonix, per vedere l’ultima parte di gara. Più passano i giorni e meglio sto!

    LA VIGILIA: inizia la settimana di gare. Chamonix cambia faccia: prima solo alpinisti (e turisti che consumano le vie del centro), poi solo trailer (e turisti che consumano le vie del centro)…tanti trailer! Chi non ha mai corso, se passa qualche giorno a Chamonix durante questa settimana, troverà lo stimolo per iniziare a percorrere i sentieri con scarpe tecniche, zainetto e bastoncini! NON SI PUO’ NON CORRERE! Scopro, con sorpresa, che mi hanno messo tra i favoriti della gara, immagino quindi che il livello sia basso, oppure che mi stiano sopravvalutando (so di essere un buon atleta, ma non ho il motore di certi altri, e dato che mi occupo di fisiologia dello sport, purtroppo so che certe caratteristiche fisiche non possono essere migliorate) ! In ogni caso non sento nessun peso, nessuna pressione, nessun “obbligo” di andar forte. So quali sono i miei limiti e cercherò di avvicinarli, ma di non superarli, non in una gara di 100 km!

    CatturaGli ultimi giorni mi sento legato, vorrei uscire a correre su e giù per le montagne, ma bisogna riposare. Mi limito a un paio di uscite con il mio amico Ivan Geronazzo, anche lui in gran forma e pronto per la sua prima UTMB (e lo so, lui farà un garone!). Anche qualche escursione a piedi con la mia ragazza/assistente/fotografa Monica mi aiuta a rilassarmi.

    L’ultimo giorno è dedicato a preparare il materiale per la gara: zaino, giacca, scarpe, gel, barrette, cambio… controllo tutto nei minimi dettagli eeee…

    LA GARA: sono quindici giorni che sono in giro per il mondo a vagabondare con il mio Westy (o California, come preferite) ed è già ora di partire. Sveglia alle 6.00, colazione, ultimo controllo al materiale di gara e al borsone con i cambi che Monica porterà nelle zone di assistenza e si parte. Bus fino a Courmayeur, poi a piedi fino alla partenza in centro. Due chiacchiere con alcuni miei atleti (e amici) e poi sono pronto. Ho deciso di partire piano, voglio fare i passaggi più o meno come nel 2013, ed essendo più in forma, dovrei far meno fatica. E così è. Arrivo in cima alla prima salita in 1h39′ andando praticamente in gita. Avrei voglia di aumentare ma non è il caso. Passo al Bertone, controllo l’orologio (ho deciso di controllarlo nei ristori, obbligandomi a STAR FERMO almeno 2′), mangio e bevo, riparto. photoArrivo al Bonatti, controllo l’orologio, mangio e bevo, riparto. Arrivo ad Arnuva, controllo l’orologio, mangio e bevo, riparto. Tutto come da programma; mi sembra perfino troppo facile. Faccio il Col Ferret, un po’ di fatica la sento ma è tutto sotto controllo: passaggio nel 2013 in 4h10′, passaggio nel 2014 in 4h09′; come un orologio svizzero (visto che ormai siamo nella terra del cioccolato). Inizio la lunga discesa verso Champex, so che devo andar piano, perché mi verrebbe da “tirare” vista la mia indole da discesista. Arrivo a La Fouly in 5h02′, controllo l’orologio, mangio e bevo, riparto (5′ di sosta per riposare per bene). Da qui sono insieme a un gruppetto nel qualche c’è anche Michi Dola, lo vedo davvero in forma. Dopo 15′ mi fermo per un bisognino, e da quel momento inizia il calvario. Sento che arriva la crisi. Prima di essere totalmente spacciato decido di diminuire il ritmo.  Arrivo a Champex con moooolta calma in 7h05′ (ho perso mezz’ora in 15 km!!), so che ormai devo solo puntare ad arrivare, non mi importa il risultato! Mi fermo un’ora e mezza, mi cambio, mangio, bevo, mangio, bevo, insomma…qualcosa ben o male va giù. Mi bevo anche una Redbull, dicono che ti metta le ali, se è vero la salita di Bovine dovrei farla su una gamba sola! Riesco a ripartire, nonostante il buonsenso mi dica di fermarmi e tornare in bus. Il tratto Champex-Trient lo faccio in 2h05′, non male per esser salito su una gamba sola! Le gambe girano che è un piacere (grazie alla Redbull?) sia in salita ma soprattutto in discesa. Però mi rendo subito conto che non può durare. Infatti non riesco a mangiare niente mentre corro, a malapena mi sforzo di bere, ma non posso arrivare a Chamonix senza mangiare! Entro a Trient che sto bene, mi fermo, non controllo l’orologio, mangio e bevo, ripart…ops…no, non riparto. Dopo un’ora di sosta vorrei andar avanti e arrivare a Chamonix a tutti i costi, ma sta diventando un calvario. A Chamonix ci arrivo…in macchina e con le lacrime agli occhi!

    photo 2“Comunque vada questa è l’ultima gara lunga (sopra i 50 km) per almeno qualche anno”. L’avevo già detto a inizio anno, l’ho ripetuto qualche giorno prima della gara, e lo sostengo anche ora. Il motivo? Semplice. Fino a 50 km riesco a correre bene, alimentarmi e divertirmi. Oltre le 6-7 ore di gara non riesco ad assimilare ciò che mangio, vado in ipoglicemia, fatico a bere e mi ritrovo a trascinarmi sulle ginocchia per km e km se va bene…e se va male sto male per ore,  magari con una flebo infilata nel braccio (vedi Vigolana Trail!).

    Guardando criticamente i mesi passati non posso dire di aver sbagliato la preparazione (fisicamente stavo, e sto, bene; il giorno dopo la CCC se avessi dovuto fare altri 50 km li avrei fatti), non credo di aver sbagliato l’alimentazione in gara, o l’abbigliamento. Probabilmente, ma di questo non posso essere sicuro, il mio problema è che nonostante mi alimenti continuamente non riesco ad assimilare e, a lungo andare, vado incontro a crisi che preferirei evitare. Evidentemente il mio fisico non è pronto per questo tipo di sforzo. Preferisco (ri-) buttarmi su distanze più brevi, dove riesco a divertirmi e dove in discesa non debba andare con il freno a mano tirato per risparmiare le gambe! Meglio riconoscere i propri limiti prima che sia troppo tardi!

    La delusione ci metterà parecchio a passare, pochi sanno i sacrifici (anche economici) che ho fatto quest’anno per preparare questa gara, e finirla così fa male. Mi dispiace per quelli che mi hanno sostenuto, anche a distanza, per quelli che mi hanno seguito durante la gara, sui sentieri oppure da casa davanti al PC, per quelli che credevano in me e per quelli che hanno sofferto con me! E ovviamente devo ringraziare chi mi ha fatto assistenza durante la gara, tra qualche anno si invertiranno i ruoli Monica; e poi, last but not least, La Sportiva, che mi ha appoggiato durante tutto l’anno (e gli anni passati). E’ un onore far parte di questa squadra!

    E devo far i complimenti a chi è arrivato in fondo, ci vuol fisico! Veloce o piano che si vada, ci vuol fisico, e testa!

    Prima o poi torno, ho un conto aperto…forse più poi che prima, ma torno!!

    CCC ci si rivede tra una decina d’anni!!!

    2014-08-24 12.10.54

     

  • UTMB E CCC: DOVE SEGUIRE LE GARE

    UTMB E CCC: DOVE SEGUIRE LE GARE

    Flash news solo per segnalare i siti dove è possibile seguire l’evoluzione delle gare e/o l’atleta di vostro interesse:

     

    FACEBOOK:

    – sulla pagina ufficiale dell’organizzazione

    Cattura

    – sulla pagina di “Live Trail”, il sistema di cronometraggio delle gare

    Cattura– sulla mia pagina FB ci sono gli aggiornamenti che riguardano i miei passaggi

    Cattura

    Ma forse il modo migliore per seguire tutta la gara è sul sito livetrail. Dove potete seguire sia la testa della corsa che i passaggi dei singoli corridori: entrate nella HOME e in fondo selezionate la gara che vi interessa. Il tutto è molto semplice e intuibile, e vi da anche la previsione dei passaggi agli intermedi successivi.

    Anche su twitter ci sono aggiornamenti sui profili degli atleti e su quello della gara, ma forse questo è il sistema meno aggiornato.

    Inoltre dal sito ultratrail.com potete selezionare la “ultratrail.tv” (in alto) e vedere le immagini degli arrivi e dei passaggi ai principali punti intermedi.

     

  • CCC: ANALISI 2013

    CCC: ANALISI 2013

    ANALISI TEMPI SALITA/DISCESA CCC 2013

    Ho fatto un’analisi dei tempi in salita e discesa dei migliori atleti, per capire quanto mi posso avvicinare ai primi in una gara come la CCC preparandola con una certa attenzione. I dati dovrebbero essere corretti, tuttavia se non condividete quanto scritto vi prego di contattarmi (le discussioni portano sempre a qualcosa di utile!).

    Alcuni dati della VAM (velocità ascensionale media) registrati alla CCC da me e dai migliori atleti (top 5) sulle 5 salite della gara.

    La CCC può essere divisa in 5 salite principali:

    Cattura

      Tratto Distanza Dislivello Pendenza
    1 Courmayeur-Tete de la Tronche 10400 1435 0,14
    2 Arnuva-Gran Col Ferret 4400 754 0,17
    3 Champex Lac-Bovine 9100 691 0,08
    4 Trient-Catogne 5500 826 0,15
    5 Vallorcine-La Tete aux Vents 7700 857 0,11

     

    Alcune di queste erano interrotte da tratti di piano, in particolare la prima e la terza, che aveva quasi 4 km di piano dal ristoro di Champex fino all’inizio vero e proprio della salita. Inoltre l’intermedio non era posizionato in cima ma circa 200 m di dislivello più in basso. Naturalmente per semplificare ho ipotizzato che la salita fosse costante.

    La VAM è la velocità ascensionale media, ovvero a quanti m/h (di dislivello) il soggetto ha affrontato una certa salita. Un atleta che fa il km verticale in 31’00 ha una VAM di 1935 m/h; un atleta che ci mette 1h avrà una VAM di 1000 m/h.

    Al km verticale di Canazei Kilian Jornet Burgada è salito con una VAM di 1834 m/h (in 32’43’’), che potrebbe essere assunta come sua velocità di “soglia anaerobica” (o leggermente più elevata). Alla Dolomites Skyrace, Kilian ha fatto la salita fino al Piz Boè a una VAM di 1342 m/h (da notare che qui c’è un tratto di piano dopo Forcella Pordoi, e nel 2013 c’era parecchia neve), cioè al 73% di quella mantenuta nel vertical (e secondo me potrebbe salire almeno all’80%). Su un trail lungo la VAM sulle salite si attesta intorno al 65-70% di quella che sarebbe possibile mantenere per un’ora “a tutta”. Quindi conoscendo la VAM di un soggetto durante una gara salita di circa 1h fatta a ritmo massimale possiamo consigliare a che velocità affrontare le salite di un ultratrail.

    Ora, non conosco la VAM in un’ora dei primi della CCC, ma immagino si avvicini molto a 1400 m/h.

    Conosco invece bene la mia: alla Trei Val Skyrace ho fatto la prima salita (7,5 km e 1100 D+) in 56’00’’, vale a dire con una VAM di 1179 (arrotondiamo a 1200 per semplificare). Ora vediamo a che velocità ho affrontato le prime tre salite alla CCC.

    N Distanza Dislivello Pendenza Tempo VAM % VAM 1h
    1 10400 1435 0,14 1.41.42 847 72
    2 4400 754 0,17 0.51.00 887 75
    3 9100 691 0,08 1.29.00 466 40

     

    Le prime due salite le ho fatte poco sopra al 70% della VAM che riesco a tenere durante una gara di 1h (essendo la seconda più ripida è naturale che la VAM sia leggermente più alta). Per la terza salita il confronto non vale, in quanto i primi 4 km erano praticamente pianeggianti.

    Ecco le prestazioni dei primi 5 sulle 5 salite:

    SALITA BES CAMUS GOMEZ PETIT MARTINEZ THEVENARD

    (UTMB)

    1 969 999 951 971 952
    2 971 934 919 971 914 848
    3 577 568 518 527 481 525
    4 869 799 799 838 751 833
    5 659 620 640 565 559

     

    Sarebbe interessante conoscere qualche valore di questi atleti sul km verticale o su gare corte, ma immagino che i numeri sopra esposti equivalgano al 70-75% circa della VAM mantenuta su un’ora di salita.

    Dalla tabella sopra si può notare come Bes e Petitjean siano riusciti a fare le prime due salite alla stessa velocità per diminuirla nelle ultime due. Tuttavia i loro valori restano sempre molto simili, segno che la differenza tra i due (Bes ha vinto, Petitjean quarto a 1h circa di distanza) è stata fatta nei tratti di discesa (per semplicità assumiamo che pianura non ce n’era). Anche confrontando Bes con gli altri si vede che la differenza in salita è minima, segno che ha costruito la sua vittoria nei “trasferimenti” tra una salita e l’altra (ricordiamo che dopo il Col Ferret c’erano quasi 20 km di discesa).

    Sono impressionanti i valori di Thevenard (per non parlare di quelli della prima donna, Rory Bosio), che ha vinto l’UTMB e quindi ha affrontato le ultime 4 salite dopo oltre 100 km di gara già fatti. In particolare sulla salita di Bovine e di Catogne è andato più piano solo di Bes!! Vuol dire che ha fatto questo tratto di gara allo stesso ritmo dei primi della CCC.

    Che conclusioni possiamo trarre da questa analisi? Beh, possiamo dire che se di un’atleta conosciamo la VAM che mantiene per un’ora (o su un km verticale) è possibile stimare e quindi suggerire la velocità alla quale affrontare le salite in un ultratrail di 100 km. Inoltre possiamo dedurre che per vincere queste gare non basta avere un passo costante in salita ma bisogna poi saper fare la differenza sulle discese. Un’ultima conclusione potrebbe essere che il ritmo in salita non cala di molto con la distanza percorsa; probabilmente sono le discese ad essere affrontate più lentamente dagli atleti dell’ UTMB rispetto a quelli della CCC che hanno meno km nelle gambe (sulle ultime 4 discese in comune Thevenard ha perso oltre 30’ rispetto a Bes).

  • UN PO DI FOTO…

    UN PO DI FOTO…

    Per quelli che mi chiedono “Cosa ci trovi di bello a correre in montagna?..”

    Ecco le risposte!

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  • ULTIMI DUE MESI DI ALLENAMENTO: UN PO’ DI NUMERETTI

    ULTIMI DUE MESI DI ALLENAMENTO: UN PO’ DI NUMERETTI

    So che alla maggior parte non importa molto di come mi alleno, ma visto che qualcuno mi ha detto che cerca di “copiare” (non so se sia un bene o un male) ecco gli ultimi due mesi. Il mese di maggio lo trovate su una news precedente.

    Sia chiaro, non mi alleno “a caso”, ma cerco di seguire una certa logica per arrivare al top a fine agosto. In questi ultimi mesi ho cambiato molto la tipologia di allenamento. A giugno cercavo ancora la velocità, con diversi allenamenti in pianura; ma iniziava ad esser pesante, avevo voglia di correre in montagna. Purtroppo per vari motivi non riuscivo a fare più di 2-3 sedute in montagna e questo mi ha fatto arrivare al Cortina Trail “scarico” mentalmente (infatti è stato molto deludente).

    Giugno l’ho chiuso con 27 allenamenti e 102 km in bici, 328 km di corsa e 17200 m D+.

    giugno

    Ma visto che non sono uno che si abbatte facilmente, il giorno dopo sono ripartito più motivato che mai. Ho cambiato completamente tipologia di allenamento, inserendo parecchi metri di dislivello e cercando il ritmo che vorrei tenere alla CCC (circa 850 m/h in salita). Ho iniziato ad usare i bastoncini, e questa è la maggiore novità. Ho cercato comunque di tenere una seduta in pianura, per fare qualche allungo e cercare di aumentare la velocità, ma senza dare troppa importanza a questi allenamenti. Per cercare di recuperare dagli sforzi più intensi ho inserito una seduta di bici a settimana, privilegiandola al riposo assoluto. Tuttavia, dopo la Zagori Race ho dovuto calare molto la quantità, dato che ho avuto bisogno di 10 giorni per recuperare completamente.

    Luglio l’ho chiuso con 27 allenamenti (due giorni di viaggio) e 144 km di bici, 357 km di corsa e 27300 m D+.

    luglio

    E dato che alla CCC gli altri non mi aspetteranno… è giunta l’ora di uscire a correre anche oggi!!!

  • ZAGORI RACE: PROVE DI CCC

    ZAGORI RACE: PROVE DI CCC

    Inizia tutto un zagmesetto fa. Mi arriva l’invito tramite Facebook ad andare nel nord della Grecia per una gara sponsorizzata dalla North Face, la TeRA (Tymfi Endurance Race): 80 km e 5000 m di dislivello.

    Ci penso un po’ e poi decido di iscrivermi, sembra un’ottima occasione per fare un lunghissimo quattro settimane prima della CCC.

    Prendo il traghetto da Venezia e dopo 26 h sbarco a Igoumenitsa, dove trovo alcuni amici che mi vengono a recuperare in macchina e mi portano a Ioannina, città vicina alla zona della gara. Un paio di giorni di relax e poi ci spostiamo a Tsepelovo, nella regione Zagori, una zona montuosa con cime che arrivano a 2500 m.

    Rispetto alla Grecia delle isole e delle spiagge qui è un territorio selvaggio; piccoli paesi, che vivono di pastorizia e di un po’ di turismo (trekking, climbing, rafting…). Ma è qui che si trovano ancora le persone genuine, attaccate alla propria terra e pronte ad accogliere chi fa loro visita. Infatti l’ospitalità è stata una sorpresa graditissima!!

    Il giorno che precede la gara il mio amico Iraklis mi spiega tutti i segreti del percorso. E’ un ragazzo che si è spostato da Atene a Ioannina per amore della sua ragazza e per amore verso le montagne. Per lui lasciare la città e salire in un bivacco dove rimane qualche giorno per arrampicare e camminare è la normalità. Si vede che è attaccato a questa terra come pochi altri. Mi racconta di quando i turchi erano in questa zona, di come hanno fatto a costruire i moltissimi ponti ad arco che si trovano nelle valli (oltre 200 anni fa); mi parla degli animali, in particolare gli orsi, che in queste zone è facile incontrare sui sentieri, delle molte vie che ha aperto sulle cime di questo gruppo montuoso… mentre chiacchieriamo arriva anche il nostro compagno di stanza, Nikos Kalofiris, già secondo e terzo alla CCC, che quest’anno punta al podio nella UTMB. Anche lui, come tutti i greci, è molto disponibile, mi da parecchi consigli su come gestire le gare lunghe, in particolare su come mangiare. Vedremo se ha ragione…

    Photo 25-07-14 08 03 15SABATO 26 LUGLIO ORE 5.00: si parte!! Ho studiato il percorso e lo ho suddiviso in due parti: nei primi 44 km ci sono due salite lunghe, di 1200 e 1300 m di dislivello, con altrettante discese e un tratto di saliscendi in quota. Nella seconda parte invece ci sono solo due salite, sembrano facili, 300 m e 700 m D+, ma arrivano dopo 60 e 70 km. La partenza è come sempre molto tranquilla, salgo nel buio verso Avalos, il primo passo a quota 2300 m; il mio amico Iraklis a metà salita mi dice: “Look behind..” è uno spettacolo, siamo fuori dal bosco e si vede il serpentone di frontali per molte centinaia di metri! Arriviamo in cima all’alba; colori stupendi, temperatura ideale (circa 10°), ho tempo per guardarmi intorno, e mi riempio gli occhi con quelle montagne che mi circondano…mi avevano detto che in Grecia c’è solo il mare, si sbagliavano!!! Scendiamo veloci, durante la discesa il mio compagnodi viaggio mi parla continuamente, mi parla dei fiori che ci sono e delle piante che raccoglie per fare il the e per le creme, mi segna con un dito le pareti dove ha aperto alcune vie di arrampicata, mi fa vedere dove si è costruito un piccolo rifugio per passare le notti quando sale in quota per arrampicare. E’ un piccolo paradiso!

    Inizia la seconda salita, la gara sembra già aver preso una sua forma: in testa, da solo, Dimitris Theodorakakos, già campione nazionale di maratona e uno dei più forti atleti del Team Salomon International. Dietro, a circa 7′ siamo io, Iraklis Moisidis, Fanis Arkoumanis e Ioannis Papailas (chiedo già scusa perché so che avrò sbagliato a scrivere i nomi…). Dopo una rampa di 700 m in meno di 3 km si arriva sui pascoli verdi verso il Dragonlake, anche qui l’ambiente è incontaminato, e i cavalli selvatici che incontriamo non sembrano disturbati dalla nostra presenza. Dopo il giro del lago e la salita al Rifugio Astraka (2000 m) inizia la seconda discesa, che ci porta a Papigo, dove è allestito il ristoro con le sacche che abbiamo consegnato la mattina. Ci arriviamo in 5h11 (km 44 e 3400 D+) e dopo una sosta di qualche minuto per riempire i serbatoi ci buttiamo nel Vikos Gorge, una gola da Guinness World Record per la sua profondità e lunghezza (20 km). Da qui inizia la parte più dura, non tanto dal punto di vista altimetrico, ma per il caldo. In circa un’ora e mezza percorriamo la gola, poi si esce e si sale a Monodendri, al km 60. Da qui attraverso continui saliscendi e passando per paesini nei quali il tempo si è fermato si arriva a Kipi, dove inizia l’ultima salita, circa 7 km con 700 m D+, versante sud, temperatura ben oltre i 30°… In testa sempre Dimitris, dietro invece il gruppetto si è frantumato e siamo rimasti solo io e Fanis, con quest’ultimo che sembra essere più fresco di me. Infatti sulla salita verso le Scale di Tsepelovo riesce a guadagnare qualceh minuto. Dallo scollinamento si vede l’arrivo, mancano 2 km, una breve discesa di 200 m di dislivello ci riporterà a Tsepelovo. Non è difficile, ma dopo 10 ore di gara anche fare le scale di casa diventa un’impresa. Ormai sono sicuro del mio terzo posto e finisco la mia prima 80 km con un posto sul podio e con negli occhi tutte le meraviglie che ho ammirato in questo viaggio!

    E’ stata una gara dura, per il caldo nelle ultime 3 ore, per il dislivello e per la distanza; ma l’organizzazione è stata perfetta. C’erano 15 ristori in 80 km, in tutti si trovava acqua e sali, in molti si trovava da mangiare. Le zone che ho visitato mi resteranno per sempre negli occhi, non dimenticherò mai l’alba sul Tymfi, il sole che si rispecchia nel Dragonlake, la discesa sui ghiaioni verso Papigo, la lunghezza (eterna) dei 12 km percorsi nel gorge, la fatica dell’ultima salita e la gioia dell’arrivo!!

    E poi, non si sa mai…mi hanno già invitato per il prossimo anno!!! Chissà che non ci torni anche prima (per lo scialpinismo!!)

    EPILOGO

    Finita la gara mi coglie una crisi, passo qualche ora a letto prima di riprendermi; intanto arriva il mio amico Iraklis, lui andato in crisi gli ultimi 20 km e mi dice: “Do you know what TeRA means?”…”No, tell me”…”Teras, in greek, is “the beast!!” …  e improvvisamente tutto mi è più chiaro!

    PERCORSO GPS

    CLASSIFICHECattura

     

     

     

     

  • THE NORTH FACE ZAGORI MOUNTAIN RACE – GRECIA!!

    THE NORTH FACE ZAGORI MOUNTAIN RACE – GRECIA!!

    La Grecia è sole e mare?? Io la pensavo così…ma ho cambiato idea!! Offre molto di più. Tutti sappiamo della storia e della cultura, pochi sanno delle montagne e dell’ambiente incontaminato che si può trovare!!

    Sarebbe stata un’occasione buttata al vento non cogliere l’invito del nuovo amico Iraklis Moisidis (Team La Sportiva Greece) alla The North Face Zagori Mountain Race!

    Inoltre cercavo proprio una gara di circa 80 km in preparazione della CCC da fare in questo periodo. E quindi detto fatto… E’ stato facile prenotare un biglietto per Tsepelovo, nel nord della Grecia e saltare sulla nave per Igoumenitsa!!

     

    Ora, non resta che correre. Partenza sabato mattina alle ore 5.00. Il favorito di giornata è  Dimitris Theodorakakos, team Salomon, fortissimo anche su strada (2h18′ sulla maratona).

    Credo di essere l’unico italiano in gara, ma a due giorni dall’evento mi sento già di consigliarlo a tutti!! Per l’ambiente vergine dove si corre la gara e per l’ospitalità dei greci!!!

    La gara può essere seguita sui social, in particolare sulla pagina FB e su Twitter.

     

     

    Nelle foto “rubate” dal sito internet della gara e dal profilo FB si vede un passaggio della gara e l’HQ a Ioannina, presso il Fifth Element

  • STAVA SKYRACE: DOMINIO LASPO!

    STAVA SKYRACE: DOMINIO LASPO!

    C’è voluta una settimana per smaltire la delusione del Cortina Trail. Dopo la pessima prestazione è scattato qualcosa nella mia testa e mi sono reso conto che avevo bisogno di correre di più in montagna, di fare dislivello, di non vedere l’asfalto, di divertirmi di più. Detto fatto…060_MB2_5625

    Il giorno dopo Cortina mi sono subito fatto 1200 m di dislivello sulle montagne della Carinzia, e nella settimana successiva ho fatto quasi 9000 m di dislivello (compresi quelli del Cortina Trail) sfruttando il Cuarnan e il Chiampon, sopra Gemona del Friuli. Anche per questo il giorno della Stava Skyrace non ero proprio brillante da un punto di vista muscolare, ma ero al top a livello psicologico!

    Infatti dopo la solita partenza tranquilla sono riuscito a trovare ottime sensazioni, facendo la mia migliore Stava Skyrace di sempre, arrivando ad agguantare un ottavo posto che per me vale molto e mi da la carica per continuare la preparazione per la CCC.

    10533062_1507153362830782_299663856_nGara dominata dagli atleti Laspo Team, con Paolo Bert che vince davanti a Fabio Bazzana (Salomon) e al giovane fenomeno Christian Varesco, che di queste gare nei prossimi anni ne vincerà parecchie!!

    Nella prova femminile vittoria per Nadia Scola davanti a Wiktoria Piejak e Dimitra Teocharis.

    Anche nel vertical dominio degli atleti Laspo con Urban Zemmer che ha dominato per l’ennesima volta, davanti a Marco Moletto e al giovanissimo Nadir Maguet. Tra le donne come da pronostico vittoria di Antonella Confortola.

    Prossimo appuntamento LA SKYRACE per definizione: Dolomites Skyrace e poi trasferta in Grecia per la Zagori Mountain Race, 80 km di preparazione per la CCC.

     

    Cattura

    Articolo su Sportdimontagna

    Articolo su Skialper

    Classifica ufficiale STAVA