RESOCONTO CCC 2014

September 3, 2014

Sbollita (solo in parte) la delusione, è ora di scrivere due righe per spiegare come è andata la MIA Courmayeur-Champex-Chamonix.

CatturaPartiamo da lontano. Da un anno e mezzo fa (inizio 2013). Un infortunio mi tiene fermo già da diversi mesi, e solo a metà giugno riesco a fare la prima corsetta. Poi, nel giro di poche settimane, i problemi scompaiono grazie alla mia fisioterapista Caterina che mi rimette in sesto. Do per scontato che ormai la stagione devo saltarla (dopo 8 mesi di stop è improbabile riuscire a fare gare lunghe) ma dato che la voglia di correre è tanta non abbandono l’idea di partire per la CCC (tutti sanno quanto sia difficile iscriversi e non voglio buttare via l’occasione). So che probabilmente non la finirò e sarà così (ritiro al km 70, a Trient). Non torno deluso ma carico, perché con soli due mesi di allenamento sono riuscito a fare una bella gara (ero dodicesimo) e so che se la preparo potrò combattere per la top ten. Il 2013 si conclude bene, con il ritorno alla vittoria al Trail degli Eroi, una delle gare che amo di più. CatturaA gennaio mi iscrivo alla CCC 2014, questa volta consapevole di cosa mi aspetta avendo già fatto 3/4 di gara. Tutta la stagione è incentrata su questa gara. Allenamenti, gare, lavoro…cerco di far coincidere tutto nel migliore dei modi per potermi allenare al meglio.

Fino a giugno corro molto in pianura/collina per fare velocità, poi inizio a fare dislivello, molto dislivello. Giugno 17000 m D+, luglio 27000 m D+, agosto circa 25000 m D+. Le gambe girano bene, in salita, in discesa, e anche in pianura. A fine luglio approfitto di un invito in Grecia per fare la mia prima 80 km, la Zagori Race; finisco terzo, con una crisi negli ultimi km, ma contento per essermi gestito in modo perfetto con il ritmo, l’alimentazione, la TESTA! A metà agosto decido di partire con il mio furgone e iniziare a testare i sentieri di gara. Qualche giorno a Cervinia per vedere la Grand Becca, poi Courmayeur per la ricognizione dei primi 30 km e poi Chamonix, per vedere l’ultima parte di gara. Più passano i giorni e meglio sto!

LA VIGILIA: inizia la settimana di gare. Chamonix cambia faccia: prima solo alpinisti (e turisti che consumano le vie del centro), poi solo trailer (e turisti che consumano le vie del centro)…tanti trailer! Chi non ha mai corso, se passa qualche giorno a Chamonix durante questa settimana, troverà lo stimolo per iniziare a percorrere i sentieri con scarpe tecniche, zainetto e bastoncini! NON SI PUO’ NON CORRERE! Scopro, con sorpresa, che mi hanno messo tra i favoriti della gara, immagino quindi che il livello sia basso, oppure che mi stiano sopravvalutando (so di essere un buon atleta, ma non ho il motore di certi altri, e dato che mi occupo di fisiologia dello sport, purtroppo so che certe caratteristiche fisiche non possono essere migliorate) ! In ogni caso non sento nessun peso, nessuna pressione, nessun “obbligo” di andar forte. So quali sono i miei limiti e cercherò di avvicinarli, ma di non superarli, non in una gara di 100 km!

CatturaGli ultimi giorni mi sento legato, vorrei uscire a correre su e giù per le montagne, ma bisogna riposare. Mi limito a un paio di uscite con il mio amico Ivan Geronazzo, anche lui in gran forma e pronto per la sua prima UTMB (e lo so, lui farà un garone!). Anche qualche escursione a piedi con la mia ragazza/assistente/fotografa Monica mi aiuta a rilassarmi.

L’ultimo giorno è dedicato a preparare il materiale per la gara: zaino, giacca, scarpe, gel, barrette, cambio… controllo tutto nei minimi dettagli eeee…

LA GARA: sono quindici giorni che sono in giro per il mondo a vagabondare con il mio Westy (o California, come preferite) ed è già ora di partire. Sveglia alle 6.00, colazione, ultimo controllo al materiale di gara e al borsone con i cambi che Monica porterà nelle zone di assistenza e si parte. Bus fino a Courmayeur, poi a piedi fino alla partenza in centro. Due chiacchiere con alcuni miei atleti (e amici) e poi sono pronto. Ho deciso di partire piano, voglio fare i passaggi più o meno come nel 2013, ed essendo più in forma, dovrei far meno fatica. E così è. Arrivo in cima alla prima salita in 1h39′ andando praticamente in gita. Avrei voglia di aumentare ma non è il caso. Passo al Bertone, controllo l’orologio (ho deciso di controllarlo nei ristori, obbligandomi a STAR FERMO almeno 2′), mangio e bevo, riparto. photoArrivo al Bonatti, controllo l’orologio, mangio e bevo, riparto. Arrivo ad Arnuva, controllo l’orologio, mangio e bevo, riparto. Tutto come da programma; mi sembra perfino troppo facile. Faccio il Col Ferret, un po’ di fatica la sento ma è tutto sotto controllo: passaggio nel 2013 in 4h10′, passaggio nel 2014 in 4h09′; come un orologio svizzero (visto che ormai siamo nella terra del cioccolato). Inizio la lunga discesa verso Champex, so che devo andar piano, perché mi verrebbe da “tirare” vista la mia indole da discesista. Arrivo a La Fouly in 5h02′, controllo l’orologio, mangio e bevo, riparto (5′ di sosta per riposare per bene). Da qui sono insieme a un gruppetto nel qualche c’è anche Michi Dola, lo vedo davvero in forma. Dopo 15′ mi fermo per un bisognino, e da quel momento inizia il calvario. Sento che arriva la crisi. Prima di essere totalmente spacciato decido di diminuire il ritmo.  Arrivo a Champex con moooolta calma in 7h05′ (ho perso mezz’ora in 15 km!!), so che ormai devo solo puntare ad arrivare, non mi importa il risultato! Mi fermo un’ora e mezza, mi cambio, mangio, bevo, mangio, bevo, insomma…qualcosa ben o male va giù. Mi bevo anche una Redbull, dicono che ti metta le ali, se è vero la salita di Bovine dovrei farla su una gamba sola! Riesco a ripartire, nonostante il buonsenso mi dica di fermarmi e tornare in bus. Il tratto Champex-Trient lo faccio in 2h05′, non male per esser salito su una gamba sola! Le gambe girano che è un piacere (grazie alla Redbull?) sia in salita ma soprattutto in discesa. Però mi rendo subito conto che non può durare. Infatti non riesco a mangiare niente mentre corro, a malapena mi sforzo di bere, ma non posso arrivare a Chamonix senza mangiare! Entro a Trient che sto bene, mi fermo, non controllo l’orologio, mangio e bevo, ripart…ops…no, non riparto. Dopo un’ora di sosta vorrei andar avanti e arrivare a Chamonix a tutti i costi, ma sta diventando un calvario. A Chamonix ci arrivo…in macchina e con le lacrime agli occhi!

photo 2“Comunque vada questa è l’ultima gara lunga (sopra i 50 km) per almeno qualche anno”. L’avevo già detto a inizio anno, l’ho ripetuto qualche giorno prima della gara, e lo sostengo anche ora. Il motivo? Semplice. Fino a 50 km riesco a correre bene, alimentarmi e divertirmi. Oltre le 6-7 ore di gara non riesco ad assimilare ciò che mangio, vado in ipoglicemia, fatico a bere e mi ritrovo a trascinarmi sulle ginocchia per km e km se va bene…e se va male sto male per ore,  magari con una flebo infilata nel braccio (vedi Vigolana Trail!).

Guardando criticamente i mesi passati non posso dire di aver sbagliato la preparazione (fisicamente stavo, e sto, bene; il giorno dopo la CCC se avessi dovuto fare altri 50 km li avrei fatti), non credo di aver sbagliato l’alimentazione in gara, o l’abbigliamento. Probabilmente, ma di questo non posso essere sicuro, il mio problema è che nonostante mi alimenti continuamente non riesco ad assimilare e, a lungo andare, vado incontro a crisi che preferirei evitare. Evidentemente il mio fisico non è pronto per questo tipo di sforzo. Preferisco (ri-) buttarmi su distanze più brevi, dove riesco a divertirmi e dove in discesa non debba andare con il freno a mano tirato per risparmiare le gambe! Meglio riconoscere i propri limiti prima che sia troppo tardi!

La delusione ci metterà parecchio a passare, pochi sanno i sacrifici (anche economici) che ho fatto quest’anno per preparare questa gara, e finirla così fa male. Mi dispiace per quelli che mi hanno sostenuto, anche a distanza, per quelli che mi hanno seguito durante la gara, sui sentieri oppure da casa davanti al PC, per quelli che credevano in me e per quelli che hanno sofferto con me! E ovviamente devo ringraziare chi mi ha fatto assistenza durante la gara, tra qualche anno si invertiranno i ruoli Monica; e poi, last but not least, La Sportiva, che mi ha appoggiato durante tutto l’anno (e gli anni passati). E’ un onore far parte di questa squadra!

E devo far i complimenti a chi è arrivato in fondo, ci vuol fisico! Veloce o piano che si vada, ci vuol fisico, e testa!

Prima o poi torno, ho un conto aperto…forse più poi che prima, ma torno!!

CCC ci si rivede tra una decina d’anni!!!

2014-08-24 12.10.54