ZAGORI RACE: PROVE DI CCC

August 1, 2014

Inizia tutto un zagmesetto fa. Mi arriva l’invito tramite Facebook ad andare nel nord della Grecia per una gara sponsorizzata dalla North Face, la TeRA (Tymfi Endurance Race): 80 km e 5000 m di dislivello.

Ci penso un po’ e poi decido di iscrivermi, sembra un’ottima occasione per fare un lunghissimo quattro settimane prima della CCC.

Prendo il traghetto da Venezia e dopo 26 h sbarco a Igoumenitsa, dove trovo alcuni amici che mi vengono a recuperare in macchina e mi portano a Ioannina, città vicina alla zona della gara. Un paio di giorni di relax e poi ci spostiamo a Tsepelovo, nella regione Zagori, una zona montuosa con cime che arrivano a 2500 m.

Rispetto alla Grecia delle isole e delle spiagge qui è un territorio selvaggio; piccoli paesi, che vivono di pastorizia e di un po’ di turismo (trekking, climbing, rafting…). Ma è qui che si trovano ancora le persone genuine, attaccate alla propria terra e pronte ad accogliere chi fa loro visita. Infatti l’ospitalità è stata una sorpresa graditissima!!

Il giorno che precede la gara il mio amico Iraklis mi spiega tutti i segreti del percorso. E’ un ragazzo che si è spostato da Atene a Ioannina per amore della sua ragazza e per amore verso le montagne. Per lui lasciare la città e salire in un bivacco dove rimane qualche giorno per arrampicare e camminare è la normalità. Si vede che è attaccato a questa terra come pochi altri. Mi racconta di quando i turchi erano in questa zona, di come hanno fatto a costruire i moltissimi ponti ad arco che si trovano nelle valli (oltre 200 anni fa); mi parla degli animali, in particolare gli orsi, che in queste zone è facile incontrare sui sentieri, delle molte vie che ha aperto sulle cime di questo gruppo montuoso… mentre chiacchieriamo arriva anche il nostro compagno di stanza, Nikos Kalofiris, già secondo e terzo alla CCC, che quest’anno punta al podio nella UTMB. Anche lui, come tutti i greci, è molto disponibile, mi da parecchi consigli su come gestire le gare lunghe, in particolare su come mangiare. Vedremo se ha ragione…

Photo 25-07-14 08 03 15SABATO 26 LUGLIO ORE 5.00: si parte!! Ho studiato il percorso e lo ho suddiviso in due parti: nei primi 44 km ci sono due salite lunghe, di 1200 e 1300 m di dislivello, con altrettante discese e un tratto di saliscendi in quota. Nella seconda parte invece ci sono solo due salite, sembrano facili, 300 m e 700 m D+, ma arrivano dopo 60 e 70 km. La partenza è come sempre molto tranquilla, salgo nel buio verso Avalos, il primo passo a quota 2300 m; il mio amico Iraklis a metà salita mi dice: “Look behind..” è uno spettacolo, siamo fuori dal bosco e si vede il serpentone di frontali per molte centinaia di metri! Arriviamo in cima all’alba; colori stupendi, temperatura ideale (circa 10°), ho tempo per guardarmi intorno, e mi riempio gli occhi con quelle montagne che mi circondano…mi avevano detto che in Grecia c’è solo il mare, si sbagliavano!!! Scendiamo veloci, durante la discesa il mio compagnodi viaggio mi parla continuamente, mi parla dei fiori che ci sono e delle piante che raccoglie per fare il the e per le creme, mi segna con un dito le pareti dove ha aperto alcune vie di arrampicata, mi fa vedere dove si è costruito un piccolo rifugio per passare le notti quando sale in quota per arrampicare. E’ un piccolo paradiso!

Inizia la seconda salita, la gara sembra già aver preso una sua forma: in testa, da solo, Dimitris Theodorakakos, già campione nazionale di maratona e uno dei più forti atleti del Team Salomon International. Dietro, a circa 7′ siamo io, Iraklis Moisidis, Fanis Arkoumanis e Ioannis Papailas (chiedo già scusa perché so che avrò sbagliato a scrivere i nomi…). Dopo una rampa di 700 m in meno di 3 km si arriva sui pascoli verdi verso il Dragonlake, anche qui l’ambiente è incontaminato, e i cavalli selvatici che incontriamo non sembrano disturbati dalla nostra presenza. Dopo il giro del lago e la salita al Rifugio Astraka (2000 m) inizia la seconda discesa, che ci porta a Papigo, dove è allestito il ristoro con le sacche che abbiamo consegnato la mattina. Ci arriviamo in 5h11 (km 44 e 3400 D+) e dopo una sosta di qualche minuto per riempire i serbatoi ci buttiamo nel Vikos Gorge, una gola da Guinness World Record per la sua profondità e lunghezza (20 km). Da qui inizia la parte più dura, non tanto dal punto di vista altimetrico, ma per il caldo. In circa un’ora e mezza percorriamo la gola, poi si esce e si sale a Monodendri, al km 60. Da qui attraverso continui saliscendi e passando per paesini nei quali il tempo si è fermato si arriva a Kipi, dove inizia l’ultima salita, circa 7 km con 700 m D+, versante sud, temperatura ben oltre i 30°… In testa sempre Dimitris, dietro invece il gruppetto si è frantumato e siamo rimasti solo io e Fanis, con quest’ultimo che sembra essere più fresco di me. Infatti sulla salita verso le Scale di Tsepelovo riesce a guadagnare qualceh minuto. Dallo scollinamento si vede l’arrivo, mancano 2 km, una breve discesa di 200 m di dislivello ci riporterà a Tsepelovo. Non è difficile, ma dopo 10 ore di gara anche fare le scale di casa diventa un’impresa. Ormai sono sicuro del mio terzo posto e finisco la mia prima 80 km con un posto sul podio e con negli occhi tutte le meraviglie che ho ammirato in questo viaggio!

E’ stata una gara dura, per il caldo nelle ultime 3 ore, per il dislivello e per la distanza; ma l’organizzazione è stata perfetta. C’erano 15 ristori in 80 km, in tutti si trovava acqua e sali, in molti si trovava da mangiare. Le zone che ho visitato mi resteranno per sempre negli occhi, non dimenticherò mai l’alba sul Tymfi, il sole che si rispecchia nel Dragonlake, la discesa sui ghiaioni verso Papigo, la lunghezza (eterna) dei 12 km percorsi nel gorge, la fatica dell’ultima salita e la gioia dell’arrivo!!

E poi, non si sa mai…mi hanno già invitato per il prossimo anno!!! Chissà che non ci torni anche prima (per lo scialpinismo!!)

EPILOGO

Finita la gara mi coglie una crisi, passo qualche ora a letto prima di riprendermi; intanto arriva il mio amico Iraklis, lui andato in crisi gli ultimi 20 km e mi dice: “Do you know what TeRA means?”…”No, tell me”…”Teras, in greek, is “the beast!!” …  e improvvisamente tutto mi è più chiaro!

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